Ogni anno in classe scegliamo un libro che ci accompagna per alcuni mesi nella lettura a voce alta. Quest’anno la nostra scelta è caduta su La grande fuga, un intenso e delicato racconto dello scrittore svedese Ulf Stark. Dopo aver letto insieme il primo capitolo, ci siamo soffermati sull’incipit, e successivamente abbiamo letto una poesia autunnale collegata.

Introduzione: portare la poesia in classe
L’autunno è la stagione perfetta per far scoprire ai bambini la bellezza delle parole e dei colori.
In questo articolo ti racconto come ho strutturato un laboratorio di poesia per i miei alunni della classe 4^ della scuola primaria, realizzato con l’approccio WRW (Writing and Reading Workshop).
Il punto di partenza è stato una poesia sull’autunno, dedicata al malinconico cadere delle foglie, ad a un viale d’ippocastani e al sentimento struggente del poeta. “Veder cader le foglie” di Nazim Hikmet.
Un’esperienza che ha unito lettura, ascolto, emozione e creatività, trasformando la classe in un “atelier poetico”.



Prima fase: l’ascolto ad occhi chiusi
Il laboratorio è iniziato con un momento di silenzio e ascolto.
Ho letto la poesia ad alta voce, invitando i bambini a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalle parole. Ho preparato la poesia stampata su un foglio A3, da poter poi appendere in classe.
Attraverso l’ascolto sensoriale, ogni alunno ha potuto immaginare il proprio paesaggio autunnale, percependo suoni, colori e sensazioni.
Ho consegnato successivamente la scheda con il testo della poesia e insieme ne abbiamo fatto l’analisi e individuato gli elementi caratteristici di questa tipologia testuale: versi e strofe. I bambini li hanno indicati con pastelli e ritagli colorati.
Seconda fase: scrivere ciò che si immagina
Subito dopo l’ascolto, ho chiesto ai bambini di scrivere, sul loro taccuino dello scrittore, ciò che la poesia aveva fatto loro immaginare e provare.
Per farlo ho chiesto che scrivessero le domande, ma anche che si concentrassero su due sensi: la vista e l’udito. Come rinforzo su dei cerchietti i bambini hanno disegnato prima degli occhi e poi delle orecchie.
Domande guida da scrivere sul taccuino, per ognuna i bambini hanno avuto a disposizione 5 minuti:
- Cosa mi fa vedere la poesia?
- Quali rumori mi fa sentire la poesia
Questi “lampo” di scrittura libera e spontanea hanno permesso di dare voce alle immagini interiori e di creare dei repertori, dei materiali che ci saranno utili poi per scrivere una poesia.




Terza fase: osservare la realtà
Per guidare le varie attività e rendere più concreta l’esperienza, ho usato una presentazione con video e immagini di viali autunnali e ippocastani. Le slide del video/presentazione sono stati utili per guidare i vari passaggi proposti.
Abbiamo osservato insieme le sfumature delle foglie, la forma dei rami, la luce calda del sole d’autunno.
Questa fase ha favorito il collegamento tra immaginazione e realtà, arricchendo il vocabolario e la capacità descrittiva.



Quarta fase: rileggere la poesia con nuovi occhi
Dopo aver osservato, abbiamo riletto la poesia.
Questa volta la richiesta sul taccuino è stata di raccontare:
- Cosa mi fa immaginare la poesia?
Non abbiamo usato la strategia del “lampo di scrittura”, ma abbiamo disegnato una lampadina e attorno i bambini hanno scritto le idee, le immagini e i sentimenti che la poesia gli aveva fatto nascere.
I piccoli hanno espresso emozioni diverse: serenità, malinconia, stupore.
La rilettura consapevole ha aiutato a comprendere meglio il testo, anche elementi che non erano stati colti inizialmente.

Quinta fase: approfondire il linguaggio
Nel testo è comparsa una parola che ha colpito tutti: “lacerare”.
Insieme abbiamo preso il vocabolario e cercato il suo significato.
Questo momento ha reso la poesia uno strumento di scoperta linguistica, un’occasione per arricchire il lessico e capire la forza delle parole e delle emozioni provate dall’autore.

Sesta fase: dal testo all’immagine
Dopo la parola scritta, è arrivata quella disegnata.
I bambini hanno rappresentato il viale d’ippocastani con colori autunnali: arancio, giallo, rosso, marrone.
Ogni disegno è diventato una traduzione visiva della poesia: ognuno ha interpretato forme e colori.
Per realizzarlo noi abbiamo usato i colori a cera. Abbiamo incollato poi il lavoro svolto su un foglio colorato dalle tonalità autunnali. Per evitare di sporcare le pagine seguenti abbiamo coperto il disegno con un foglio di carta velina.


Settima fase: scrivere la propria poesia
Infine, abbiamo osservato nuovamente insieme la struttura della poesia originale: versi, ritmo, ripetizioni, immagini.
I bambini hanno poi scritto la loro poesia personale, ispirandosi al modello, con la guida di una struttura fornita, ma con parole e sentimenti autentici. Avevano a disposizione le tante idee generate sul taccuino: i lampi di scrittura e l’attivatore grafico.
Una volta scritta sul foglio giallo, incollato sul taccuino, la poesia è stata scritta sul quaderno, con ordine e cura. I bambini hanno potuto dunque rileggerla, correggerla, sistemarla prima di scriverla come stesura definitiva.
Il risultato?
Poesie semplici, profonde e originali — testimonianza di come la didattica creativa possa accendere la passione per la scrittura.
Un lavoro lungo, strutturato in varie lezioni, ma che ci ha offerto l’occasione di riflettere e soffermarci su idee e parole. Tra le foto vedete solo il mio esempio, le poesie si sono rilevate molto profonde, in molti hanno raccontato dettagli personali, quindi preferisco non fotografarle.



Conclusione
L’inizio di un libro è sempre un momento magico: poche righe che aprono la porta a un nuovo mondo. Con La grande fuga di Ulf Stark abbiamo iniziato un viaggio fatto di emozioni, riflessioni e colori d’autunno. E non vediamo l’ora di scoprire, capitolo dopo capitolo, dove ci porterà questa bellissima storia.
Questo laboratorio di poesia è la prosecuzione dell’attività legata all’incipit del racconto e alla realizzazione di un segnalibro.
Attraverso la metodologia WRW, i bambini hanno provato a:
- ascoltare con attenzione,
- osservare con curiosità,
- scrivere con libertà,
- sentire con il cuore.
In un viale d’autunno, tra foglie che cambiano colore, ogni bambino ha trovato una voce e un’emozione da raccontare.
La lettura in classe de La grande fuga di Ulf Stark è una proposta nel corso di aggiornamento “Viaggio nel libro e dintorni”. Molte delle attività presentate le porto nelle mie classi adattandole e integrandole però alle esigenze dei miei alunni e alle finalità che mi propongo.
Qui trovate l’attività precedente e qui invece quella successiva.
I link al libro “La grande fuga” di Ulf Stark edito da Iperborea presenti nell’articolo aiutano a rendere possibile il progetto Maestra Ilaria.





