Nel mese di dicembre, nella nostra classe, abbiamo affrontato la lettura ad alta voce del terzo capitolo di La grande fuga, di U. Stark, un capitolo che ci guida ariflettere sull’importanza del nome, del nostro nome: ci identifica e lo indossiamo come un abito.
Da questo spunto sono nati un testo e delle riflessioni sull’inizio di un testo, l’incipit.
Ogni testo ha bisogno di una porta d’ingresso.
Abituare i bambini a fermarsi a pensare all’incipit di ciò che scrivono significa aiutarli a dare valore alle parole fin dall’inizio e a prendere consapevolezza del proprio ruolo di “scrittori”.

1. Perché l’incipit è un momento chiave della scrittura
Nel Writing and Reading Workshop (WRW) la scrittura non è mai un atto frettoloso o definitivo, ma un processo fatto di scelte, ripensamenti e riflessioni. L’incipit rappresenta uno dei momenti più delicati e significativi: è il primo contatto tra il lettore e la storia, ma è anche il punto in cui il bambino-autore chiarisce a sé stesso cosa vuole raccontare. Un buon inizio non deve essere lungo o complesso: bastano poche righe per creare un’atmosfera, presentare un’emozione, accendere una curiosità. Insegnare ai bambini a pensarci li aiuta a scrivere con maggiore intenzionalità e a sentirsi davvero scrittori.
2. Tornare sul testo: rileggere, riflettere, migliorare
Una pratica fondamentale del WRW è il ritorno sul testo dopo la prima stesura. Spesso i bambini iniziano a scrivere “di getto”, ed è giusto così: la prima bozza serve a liberare le idee. Ma è proprio dopo aver scritto che diventa prezioso fermarsi e chiedersi: Questo inizio rappresenta davvero ciò che voglio raccontare? Invita il lettore a continuare? Accompagnare i bambini in questa riflessione li abitua a considerare la scrittura come un lavoro di cura. Ripensare l’incipit, anche solo modificando poche parole, rafforza la qualità del testo e sviluppa competenze metacognitive importanti.

3. L’incipit come strategia di scrittura in classe quarta
Quest’anno, in classe quarta, l’incipit è diventato una delle strategie di scrittura che sto proponendo ai miei alunni. Pian piano stiamo imparando a riflettere su questo elemento (termine ormai familiare e condiviso dai bambini) e a riconoscerne l’importanza. Nel taccuino dello scrittore avevamo fissato degli incipit tratti dai libri letti insieme in classe: veri e propri esempi di qualità a cui tornare quando scriviamo. Osservarli, rileggerli e commentarli ci aiuta a capire che non esiste un solo modo per iniziare una storia, ma tante possibilità diverse, tutte valide se coerenti con ciò che si vuole raccontare.
Per il testo sul nome, di cui vi ho parlato qui, ho proposto ai bambini di pensare un incipit adatto.
La settimana successiva, ho riproposto una mini-lesson, orale, sull’incipit e sulla sua importanza per uno scrittore. Come “insegnamento chiave” ho mostrato concretamente degli incipit, che avevo steso, adatti al testo sul nome già scritto. Ho quindi consegnato dieci incipit come esempio da leggere. Successivamente ho chiesto ai bambini di fare un’annotazione sul taccuino, quella che vedete in foto sullo schermo di classe: di pensare altri due possibili incipit che sarebbero potuti essere adatti al testo sul nome già scritto.
Questi nuovi inizi si sono rivelati delle perle. C’è chi ne ha scritto uno solo, chi cinque. Chi desiderava ha potuto leggerli alla classe, ad alta voce, seduto sulla sedia dello scrittore/lettore. Sono stati bravissimi, originali, personali.
In questa proposta i bambini conoscevano perfettamente il testo, avendolo scritto la settimana prima, concentrandosi solo sull’incipit, sono potuti andare più in profondità. È stato per me emozionante vedere la ricchezza e l’intensità delle loro produzioni.


Conclusione
Educare i bambini a pensare all’incipit significa insegnare loro che ogni testo merita attenzione fin dalle prime righe. Nel WRW, questa abitudine diventa un’occasione di crescita: i bambini imparano a rileggersi, a migliorare, a scrivere con consapevolezza e rispetto per il lettore. Anche un inizio breve, se pensato e curato, può fare la differenza e trasformare un semplice testo in una storia che vale la pena leggere.
Il terzo capitolo de La grande fuga ci ha offerto molti spunti di riflessione e ci ha accompagnato per settimane.
Il percorso legato alla lettura del libro di narrativa “La grande fuga” è frutto del corso Viaggio nel libro e dintorni – proposto dal Centro di Documentazione Didattica di Santorso – Vicenza – diretto dal Prof. Vittorio Grotto. Ho seguito tale corso di aggiornamento, adatto poi le proposte alle mie classi e ne creo di altre per impossessarmi, in modo via via più consapevole del WRW.
Qui trovate l’attività successiva, relativa alla lettura in classe, a voce alta, del 4° capitolo de “La grande fuga”. Mentre qui erano descritte la attività precedenti, relative alle altre attività del 3° capitolo.
I link al libro “La grande fuga” di Ulf Stark edito da Iperborea e di altri libri e prodotti di cancelleria presenti nell’articolo aiutano a rendere possibile il progetto Maestra Ilaria.