Nel mese di gennaio, nella nostra classe, abbiamo affrontato la lettura ad alta voce del quarto capitolo di La grande fuga, di U. Stark, un capitolo che ci porta nel mondo del piccolo protagonista e dell’a pianificazione della fuga con il nonno. Cercherà l’aiuto di un ragazzo, Ronny, detto Adam.

L’autore riesce a coinvolgere profondamente il lettore, invitandolo a immedesimarsi nel piccolo protagonista, Gottfrid, e a guardare il mondo attraverso i suoi occhi.

Ecco come abbiamo lavorato!

COPERTINA_DEL_LIBRO
IMMAGINE PRESENTE NEL CAPITOLO

1. Dare un titolo per comprendere il testo

I capitoli del libro non hanno un titolo: una scelta che offre ai bambini l’occasione di diventare lettori attivi. Dopo la prima lettura ad alta voce, ho chiesto agli alunni di pensare a un possibile titolo per il capitolo ascoltato.

Ho raccolto rapidamente al computer tutte le loro proposte e, successivamente, le ho consegnate in fotocopia. Rileggendo insieme i titoli, li abbiamo classificati in titoli concreti e titoli astratti, riflettendo su che cosa mettono in evidenza: un’azione, un personaggio, un’emozione, un’idea. Questo lavoro ha permesso ai bambini di tornare sul testo con uno sguardo più consapevole.

2. Il flashback: rimettere in ordine i fatti

La prima parte del capitolo presenta un flashback, un salto indietro nel tempo che non è immediato da cogliere per lettori così piccoli. Insieme abbiamo analizzato questa parte del testo, soffermandoci sull’ordine dei fatti.

Abbiamo poi completato uno schema sotto al testo, utile per visualizzare la sequenza temporale degli eventi. Questo passaggio aiutai bambini a capire che una storia non sempre segue un ordine lineare, ma può compiere dei salti…all’indietro.

SCHEDA INCOLLATA SUL QUADERNO

3. Il dialogo tra Adam e Gottfridino

Successivamente ci siamo concentrati sulle pagine 33, 35 e 36 del libro, che ho fotocopiato su un unico foglio A4 per ciascun bambino. A queste ho affiancato anche l’immagine di pagina 34, che gli alunni hanno osservato con attenzione e poi colorato, come vedete nelle foto qui vicine.

In queste pagine è presente un dialogo tra Adam (Ronny) e il protagonista, Gottfridino. È stata l’occasione per soffermarci sul discorso diretto.

TESTO PIEGATO E INCOLLATO
TESTO CON DIALOGO TRATTO DAL LIBRO

4. Scoprire la punteggiatura del dialogo

Abbiamo analizzato insieme il dialogo evidenziando:

  • in giallo la punteggiatura del discorso diretto;
  • in verde i verbi che indicano quando un personaggio parla (disse, risposi, sorrise…).

Questo lavoro ci ha permesso di riflettere sulla struttura del dialogo, sull’uso dei segni di punteggiatura e sulla funzione dei verbi dichiarativi, rendendo visibili meccanismi che spesso nei testi passano inosservati.

PARTICOLARE DI UN BRANO CON PUNTEGGIATURA EVIDENZIATA

5. Scrivere insieme ciò che il testo non dice

Come attività collettiva, abbiamo immaginato e scritto un dialogo che nel testo rimane solo sottinteso:

Andai da lui e gli raccontai tutto, per filo e per segno.

Abbiamo fatto “parlare” Ronny, detto Adam, e Gottfridino: il bambino racconta all’amico i suoi progetti di fuga con il nonno e gli chiede aiuto.

È stato un momento partecipato, in cui la scrittura è diventata uno spazio di interpretazione e creatività.

DIALOGO SCRITTO SUL QUADERNO
CONCLUSIONE DIALOGO SCRITTA SUL QUADERNO
SCHEDA DIDATTICA

6. Allenarsi con il discorso diretto

Per cercare di fissare quanto appreso, ho proposto agli alunni alcune schede tratte da guide didattiche, pensate per allenarsi con la punteggiatura del discorso diretto. Le attività hanno aiutato i bambini a mettere in pratica, in modo graduale, quanto scoperto insieme durante la lettura. Utilizzare, in autonomia, la complessa punteggiatura del discorso diretto è davvero difficile per i bambini, quindi preferisco proporla con gradualità.

SCHEDA DIDATTICA SUL QUADERNO
POSSIBILE SCRITTURA AUTONOMA SUL QUADERNO

7. Proposta di scrittura

Nel libro c’è un altro dialogo che non viene riportato: quello della telefonata tra Adam, che si finge il papà di Gottfridino, e l’infermiera dell’ospedale. È un dialogo breve, che proviamo a immaginare insieme, a voce, cercando di utilizzare un linguaggio formale. La mia richiesta è stata poi di scriverlo sul quaderno in autonomia prestando attenzione al linguaggio e alla punteggiatura del discorso diretto.

Conclusione

Il quarto capitolo de La grande fuga ci ha guidati verso l’uso del dialogo e la sua punteggiatura.

Queste proposte ci hanno anche permesso di sperimentare:

  • consapevolezza linguistica
  • prime riflessioni sulle bugie
  • la pianificazione di un progetto
  • il desiderio di aiutare chi è in difficoltà, anche superando ostacoli inattesi

Il percorso è frutto del corso Viaggio nel libro e dintorniproposto dal  Centro di Documentazione Didattica di Santorso – Vicenza – diretto dal Prof. Vittorio Grotto. Seguo tale corso di aggiornamento da numerosi anni, adatto poi le proposte alle mie classi e ne creo di altre.

Qui trovate l’attività successiva, relativa alla lettura in classe, del 5° capitolo. Mentre qui erano descritte la attività precedenti, relative all’importanza dell’incipit, come proseguo della lettura del 3° capitolo.

I link al libro “La grande fuga” di Ulf Stark edito da Iperborea presenti nell’articolo aiutano a rendere possibile il progetto Maestra Ilaria.

Download

MATERIALI 4° CAPITOLO