Nelle ultime settimane, nella nostra classe, abbiamo affrontato la lettura ad alta voce del secondo capitolo di La grande fuga, un intenso e delicato racconto del grande scrittore svedese Ulf Stark. È stato un percorso ricco di spunti, riflessioni e piccole scoperte: un vero laboratorio di comprensione del testo, interpretazione e produzione scritta.
Ecco come abbiamo lavorato!

1. Pensare un titolo: quando i bambini diventano autori
Il libro non presenta titoli per i singoli capitoli, e questo si è rivelato un pretesto perfetto per esercitare creatività e comprensione profonda del testo. Dopo la lettura ad alta voce, ci siamo fermati a riflettere: “Quale titolo potremmo dare noi a questo capitolo?”
I bambini hanno proposto titoli mirati, precisi, sorprendenti. Li ho raccolti su un foglio di Google document, stampati e consegnati a ciascuno.
A quel punto abbiamo iniziato la classificazione: titoli concreti e titoli astratti, sottolineandoli con due colori diversi. Un esercizio prezioso per imparare a individuare l’essenza del testo e a differenziare tra elementi reali e idee più evocative che ci parlano di sentimenti ed emozioni.



2. Gli “scatti” dell’autore: papà e nonno attraverso le parole
Ci siamo poi concentrati su un estratto del capitolo dedicato alle descrizioni del papà e del nonno del protagonista. Con due colori abbiamo sottolineato le informazioni relative all’uno e all’altro, e insieme abbiamo osservato un dettaglio interessante: l’autore sembra descriverli attraverso una sequenza di scatti, come se fossero fotografie narrative.
Alcuni scatti riguardano l’aspetto fisico, altri lo stato d’animo, altri ancora gesti rivelatori.
Per rendere tutto più visivo, abbiamo raccolto questi scatti in una tabella, utilizzando cerchietti di carta e piccoli post-it per organizzarli. In alternativa si possono utilizzare delle tabelle giù strutturate come quelle che trovate su questa scheda.



3. Gli occhi che raccontano
H o chiesto ai bambini di soffermarsi a riflettere su un dettaglio: gli occhi dei personaggi. Come saranno gli occhi dei personaggi che ci vengono descritti? Che cosa ci rivelano gli occhi di chi abbiamo davanti?
Dopo averne discusso, i bambini hanno provato a disegnare gli occhi dei due differenti personaggi su foglietti colorati (gli stessi colori che abbiamo usato precedentemente per sottolineare le informazioni nel brano), cercando di catturare l’espressione suggerita dal testo. Un esercizio che unisce comprensione, interpretazione visiva e immaginazione.
In seguito abbiamo discusso del carattere delle persone e di quali aggettivi possano essere utili per descriverlo. Ne è nata una tabella, che ho fotocopiato su carta gialla (per noi il colore degli aggettivi in analisi grammaticale), per raccogliere le parole dette dai bambini e ne ho aggiunte alcune. Potete scaricare qui questa semplice tabella.
Successivamente ho chiesto ai bambini di stendere delle frasi per cercare di definire quali tipi di personaggi l’autore volesse presentarci con questa breve descrizione, a confronto. Qui trovate la struttura delle frasi.





4. Scrittura a ricalco: raccontare una persona cara
Abbiamo poi riletto un passo in cui il protagonista ricorda il nonno e ne descrive qualità e abilità. Ho fornito ai bambini il testo con alcune parti sottolineate e ho proposto un testo a ricalco: riscrivere lo stesso brano, modificando gli elementi sottolineati per parlare di una persona a loro cara.
Ne sono nati testi dolcissimi, personali e ricchi di dettagli, che hanno permesso ai bambini di sperimentare una struttura già modellata ma adattata alla propria esperienza.
5. Similitudini e metafore: quando le parole dipingono
Per arricchire ulteriormente le descrizioni, ci siamo esercitati con similitudini e metafore, strumenti linguistici potentissimi per rendere un testo più vivido, preciso e immaginativo.
Ho proposto un elenco di similitudini già pronte, e i bambini hanno aggiunto le loro, sperimentando accostamenti divertenti, insoliti, poetici.
A partire da queste, hanno poi costruito frasi nuove: un vero allenamento creativo per imparare a “vedere” con le parole e rendere più espressive le loro descrizioni. Intanto ci siamo concentrati sulle similitudine, in un’altra occasione ci occuperemo delle metafore.



6. Voci in autobus: cosa pensano i personaggi?
Come ultima attività, ho consegnato ai bambini la fotocopia dell’illustrazione presente nel libro, in cui il protagonista è seduto sull’autobus accanto a una signora.
Ho chiesto ai miei alunni di aggiungere dei fumetti (noi abbiamo usato dei foglietti adesivi a forma di fumetto) per scrivere ciò che, secondo loro, i due personaggi potevano pensare in quel momento.
Un esercizio semplice ma potentissimo, perché permette di:
- riflettere sulle emozioni dei personaggi,
- immaginare i loro pensieri nascosti,
- collegare ciò che accade nel libro a ciò che vivono e sentono nella realtà.
Le vignette finali erano uno spaccato di empatia, ironia e attenzione ai dettagli.



Un capitolo, tante strade di apprendimento
La lettura di questo secondo capitolo è diventata un viaggio ricco e articolato: ascolto, interpretazione, scrittura, arte, lessico, emozioni.
Un percorso che dimostra quanto la letteratura possa aprire finestre, avvicinare mondi e far crescere competenze… una pagina alla volta.
Il percorso proposto è frutto del corso Viaggio nel libro e dintorni – proposto dal Centro di Documentazione Didattica di Santorso – Vicenza – diretto dal Prof. Vittorio Grotto. Seguo tale corso di aggiornamento da numerosi anni, adatto poi le proposte alle mie classi e ne creo di altre.
Qui trovate l’attività successiva, relativa alla lettura in classe, a voce alta, del 3° capitolo de “La grande fuga”. Mentre qui erano descritte la attività precedenti, relative al 1° capitolo.
I link al libro “La grande fuga” di Ulf Stark edito da Iperborea e di prodotti di cancelleria presenti nell’articolo aiutano a rendere possibile il progetto Maestra Ilaria.




