Nel mese di aprile, nella nostra classe, abbiamo affrontato la lettura ad alta voce anche dell’ottavo capitolo di La grande fuga, di U. Stark, un capitolo in cui il piccolo protagonista e il suo nonno ci portano a riflettere sul tema della cura, dell’attenzione ai dettagli nello svolgere le attività a cui teniamo particolarmente.


1. Dare un titolo per comprendere il testo
I capitoli del libro non hanno un titolo: una scelta che offre ai bambini l’occasione di diventare lettori attivi. Dopo la prima lettura ad alta voce, ho chiesto, come ormai consueto, ai bambini di pensare ad un possibile titolo per il capitolo appena ascoltato.
Ho raccolto rapidamente al computer tutte le loro proposte e, successivamente, le ho consegnate in fotocopia. Rileggendo insieme i titoli, li abbiamo classificati in titoli concreti e titoli astratti. È per noi l’occasione per riflettere su che cosa evidenzino: un’azione, un personaggio, un’emozione, un’idea. Questo lavoro induce ad un ascolto attivo e porta i piccoli a ripensare in profondità a quanto ascoltato.
2. Lettura di un brano – descrizioni
Dopo la lettura del capitolo, ci siamo soffermati a rileggere con attenzione pagina 66 che ho dato in fotocopia ai bambini.
Cosa vuole comunicarci lo scrittore? Perché descrive il nonno? Perché descrive la tavola imbandita?
L’autore inserisce due descrizioni: quella del nonno e successivamente quella della tavola preparata da Gottfridino.
Abbiamo sottolineato con colori diversi i vari elementi descritti in ciascuna descrizione ci siamo chiesti il perché l’autore si soffermi a descrivere il nonno e poi la tavola imbandita.
Queste due descrizioni ci hanno portato a compiere due attività.
- Il disegno della tavola imbandita, seguendo la descrizione fornita in fotocopia. Per realizzarla i bambini hanno usato della carta lucida così da poter copiare una sagoma del nonno dalle immagini precedentemente fotocopiate. Hanno poi aggiunto la tavola e i vari elementi indicati dall’autore. Come sfondo hanno scelto un foglio colorato e aggiunto una cornice. Ne sono nati lavori unici, bellissimi, differenti uno dall’altro e ricchi di particolari.
- Stendere una breve descrizione a ricalco seguendo la descrizione del nonno letta. Qui trovate l’istruzione di lavoro consegnata alla classe.







3. La composta di mirtilli
Il bene che Gottfridino vuole al nonno si traduce nella silenziosa cura di una tavola apparecchiata. Con gesti calmi e attenzione, il piccolo protagonista sistema le stoviglie, scalda il cibo e ordina ogni elemento per il suo nonno. Non è un semplice dovere, ma un vero e proprio atto d’amore: in quella precisione e in quel calore si legge il desiderio profondo di fare del bene, di proteggere e coccolare una persona amata e che vede in difficoltà. Ha la sensibilità di sistemare anche la foto della nonna e il barattolo di composta di mirtilli. Proprio quella composta che la nonna, molto tempo prima, preparava con dedizione e cura meticolose: la raccolta dei frutti, la loro pulizia, la cottura, la sistemazione nei barattoli, la scrittura dell’etichetta prima di riporli.
Con attenzione ognuno ha realizzato un “barattolo di composta di mirtilli” ricalcando la sagoma che trovate qui su un foglio lucido, decorandolo, inserendo un’etichetta e uno sfondo colorato.
A questo punto abbiamo riflettuto insieme sulla cura nello svolgere le azioni. In quali attività riponiamo cura e attenzione?





4. Attivatore grafico: la mano
Questa profonda riflessione sulla cura ha gettato le basi per un lavoro di scrittura autobiografica guidato dalle strategie del Writing and Reading Workshop. Per aiutare i bambini a scovare le proprie storie, abbiamo utilizzato l’attivatore grafico della mano: su ogni dito, ciascun alunno ha annotato le cose che ama fare, quelle attività in cui mette la propria cura e passione. Successivamente, ognuno ha scelto una di queste “scintille” dal proprio taccuino dello scrittore per trasformarla in un testo.
Per accompagnarli in questo processo, ho deciso di mettermi in gioco in prima persona: ho scritto il mio testo in classe, proiettandolo sullo schermo, mostrando loro i miei pensieri e le mie scelte di scrittura su un’attività che amo svolgere. Questo mentor text , creato sotto i loro occhi, si è rivelato un efficace esempio da seguire; ha mostrato concretamente come l’atto dello scrivere sia, a sua volta, un grandissimo gesto di cura.
Il titolo del testo: “Un’attività che svolgo con cura”.


Conclusione
L’ottavo capitolo de La grande fuga ci ha guidati a riflettere sulla cura nelle svolgere le azioni quotidiane, come apparecchiare la tavola.
Il percorso è frutto del corso Viaggio nel libro e dintorni – proposto dal Centro di Documentazione Didattica di Santorso – Vicenza – diretto dal Prof. Vittorio Grotto. Seguo tale corso di aggiornamento da numerosi anni, adatto poi le proposte alle mie classi e ne creo di altre facendomi ispirare dal WRW.
Qui trovate l’attività successiva, relativa alla lettura in classe, del 9° capitolo. Mentre qui erano descritte la attività precedenti inerenti alla lettura del 7° capitolo.
I link al libro “La grande fuga” di Ulf Stark edito da Iperborea, presenti nell’articolo aiutano a rendere possibile il progetto Maestra Ilaria.






