Per il Giorno della memoria, in classe 4^, porto in classe un albo evocativo: Il gelataio Tirelli di Tamar Meier, con le illustrazioni di Yael Albert edito da Gallucci editore: un racconto che si basa su fatti realmente accaduti. Ci parla di coraggio, amicizia e aiuto reciproco.


La lettura dell’albo: tempo di ascolto e di silenzio
La lettura ad alta voce in classe diventa un rituale: la voce dell’insegnante guida, rallenta, lascia spazio alle immagini. Il gelataio Tirelli racconta una storia che parla di esclusione, di perdita, ma anche di umanità, di coraggio, di aiuto reciproco, di amicizia.
Le illustrazioni presenti nelle tavole sono parti fondamentali del racconto: osservandole insieme, i bambini imparano a cogliere dettagli, sguardi, colori e presenze. È qui che nascono riflessioni, spesso spontanee, sincere, profonde.
“In che ordine, non importa!”
La discussione: dare nome a ciò che si prova
Dopo la lettura, il confronto collettivo permette di raccogliere emozioni, domande, intuizioni. Cosa succede ai personaggi? Come si sentono? Perché alcune scelte fanno soffrire? La situazione ideale per questo confronto è sedersi vicini, in cerchio.
In questo spazio di parola condivisa, l’insegnante accoglie, rilancia, guida senza imporre risposte, accompagnando i bambini nella comprensione del testo e del contesto storico, in modo adeguato alla loro età. Come supporto e sfondo ci saranno le significative tavole che l’insegnante farà passare tra i bambini.

1. Lavorare sull’ascolto
A partire da un breve testo tratto dal racconto, i bambini sono invitati a completarlo scegliendo le parole corrette tra due opzioni.
L’attività stimola l’attenzione uditiva, la comprensione del testo e la memoria, trasformando l’ascolto in un’esperienza attiva e significativa.
Il brano è il racconto del rapporto speciale che si crea tra i due personaggi principali: il gelataio e il piccolo Peter.



2. Emozioni e situazioni: le coppette del gelato
Le emozioni dei personaggi vengono collegate ai momenti chiave della storia. Ai bambini viene proposta la realizzazione, su due pagine vicine del quaderno, della “gelateria di Francesco Tirelli“, utilizzando una striscia di carta colorata per rappresentare la tenda del negozio (come appare nell’albo illustrato) e una selezione di gelati: ogni “gusto” rappresenta un sentimento emerso dal racconto. Le coppette da ritagliare e colorare le trovate qui nella scheda da scaricare.
I bambini attribuiscono un nome adeguato alle coppette e ai coni (amicizia, speranza, tristezza, coraggio…), imparando a riconoscere e nominare le emozioni, associandole alle situazioni narrative.

3. Il dialogo: punteggiatura e parole
A questo punto, partendo da un brano con un monologo del protagonista, i bambini inseriscono la punteggiatura mancante, riflettendo sull’intonazione, sulle pause, sul significato.
Quando un personaggio riflette, l’autore ci mostra il suo mondo interiore:
- pensa a quello che sta vivendo
- prova sentimenti (paura, dubbio, coraggio, speranza…)
- deve compiere delle scelte
- si pone domande su ciò che è giusto o sbagliato
Non è solo “raccontare cosa fa”, ma farci entrare nella sua testa e nel suo cuore.
È un momento di pausa nella storia, in cui l’azione si ferma e il pensiero prende spazio.
Rappresenta un’occasione importante in cui far notare ai bambini che il personaggio si ferma a pensare prima di agire.
L’attività prosegue con una riflessione linguistica sui nomi derivati, per promuovere anche un arricchimento lessicale e una riflessione sulla lingua e su come possiamo modificare le parole.




4. La ghirlanda dei sentimenti
L’ultima attività proposta in seguito alla lettura dell’albo è creativa e simbolica allo stesso tempo: i bambini costruiscono una ghirlanda da appendere in classe, assemblando “coni gelato”.
Ogni “pallina” racchiude un sentimento che ci spinge ad aiutarci: aiuto, rispetto, empatia, pietà, solidarietà.
Una ghirlanda che cresce pian piano, con il supporto di tutti e che verrà appesa in classe.
Ogni gelato non sarà fatto di gusti veri, ma di emozioni e di piccole azioni preziose.

Concludere per custodire
Nel libro abbiamo conosciuto un gelataio, Il gelataio Tirelli , che in un momento difficile e bruttissimo della sua vita, ha scelto di fare gesti buoni. Anche noi, ascoltando questa storia, abbiamo sentito nascere delle emozioni e dei pensieri che abbiamo trascritto e colorato. Li abbiamo anche accostati uno all’altro in un’ideale unione… di coni gelato. In che ordine, non importa!
Se siete interessati alla proposta di lettura e alle attività svolte in classe 3^ in occasione della Giornata della Memoria, potete cliccare su questo link.
I link al libro Il gelataio Tirelli presenti nell’articolo aiutano a rendere possibile il progetto Maestra Ilaria.





