In quarta primaria cerco di accompagnare i miei piccoli alunni a sviluppare la capacità di fare inferenze, ossia di leggere “tra le righe, collegando ciò che leggono, o che ascoltano, con le proprie conoscenze e con le informazioni implicite.
Per sostenere questo percorso ho realizzato un cartellone da appendere in classe, pensato come una guida visiva e pratica che aiuta gli alunni a comprendere, passo dopo passo, cosa significa inferire e come si può imparare a farlo insieme.

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Cos’è un’inferenza

Fare un’inferenza significa ricavare informazioni che non sono esplicitamente scritte nel testo, ma che possono essere dedotte mettendo insieme indizi testuali e conoscenze personali.
Quando un bambino legge, per esempio, “Le foglie d’acero rilucevano tra il rosso e l’oro: Le guardavo dalla finestra e pensavo: strano che diventino più belle che mai appena prima di cadere”dagli alberi”, può inferire che è autunno.

Esempio tratto dal libro “La grande fuga” di U. Stark, che abbiano iniziato a leggere in classe.

L’inferenza è dunque un processo mentale attivo, che coinvolge la comprensione profonda, l’immaginazione e la capacità di collegare le esperienze personali a ciò che si legge. È anche una competenza chiave per diventare lettori consapevoli e per affrontare testi più lunghi e complessi.

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Come guidare i bambini a produrre inferenze

Il modo più efficace per avvicinare i bambini a questo processo è lavorare oralmente durante la lettura ad alta voce dell’insegnante.
In questa fase, l’insegnante diventa una guida che modella il pensiero inferenziale, mostrando come si possa riflettere a partire da indizi testuali. Ad esempio, può fermarsi in alcuni punti della lettura e chiedere:

  • “Cosa vi fa pensare questa frase?”
  • “Cosa potrebbe essere successo prima?”
  • “Perché il personaggio si comporta così?”

Invitare i bambini a esprimere ad alta voce il proprio pensiero aiuta a rendere visibili i processi mentali che solitamente restano impliciti. In questo modo la classe si trasforma in una comunità di discorso, in cui ciascuno può proporre ipotesi, confrontarsi con gli altri e imparare a giustificare le proprie idee.
L’insegnante ha il ruolo di facilitatore, valorizzando ogni intervento e guidando gradualmente la discussione verso una comprensione condivisa e più profonda del testo.

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MATERIALI_PER_COSTRUIRE_IL_CARTELLONE

Il cartellone: uno strumento visivo per la classe

Per rendere visibile il percorso svolto, ho realizzato un cartellone che rimane appeso in aula e che i bambini possono consultare con uno sguardo. Vi metto anche la foto del mio “progetto” iniziale, quando ho cercato di dare forma alla mia idea di cartellone:
Il cartellone è stato costruito utilizzando:

  • un cartoncino bristol colorato che misura 100 cm X 70 cm
  • immagini
  • brevi frasi

I disegni utilizzati e le frasi sono disponibili qui sotto, per chi desidera riprodurre il cartellone nella propria aula o adattarlo alle esigenze del proprio gruppo di alunni.

Conclusione

Appendere in classe il cartellone sulle inferenze ha reso più chiaro e concreto un processo cognitivo spesso difficile da spiegare. Attraverso la lettura condivisa, il dialogo e il confronto, i bambini hanno imparato che comprendere un testo non significa solo “leggere le parole”, ma scoprire ciò che si nasconde tra le righe.
Il cartellone diventa così un punto di riferimento quotidiano, un promemoria visivo che li accompagna durante ogni nuova lettura.
Soprattutto, rappresenta il valore del pensare insieme, del costruire conoscenza in modo cooperativo e riflessivo — un passo importante verso la formazione di lettori attivi, curiosi e consapevoli.

I link al libro “La grande fuga” di U. Stark presente nell’articolo aiuta a rendere possibile il progetto Maestra Ilaria.

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