L’inizio di un nuovo anno scolastico è sempre un piccolo viaggio: ci si ritrova, si riparte, si condividono aspettative, emozioni e, perché no, anche qualche timore. In classe quinta ho scelto di trasformare questo momento in un’occasione per riflettere insieme sul viaggio che ciascuno di noi sta per intraprendere, utilizzando come punto di partenza la canzone Buon vento di Jovanotti e Alfa.

Fotocopie della canzone
I miei appunti sul testo

Ascoltiamo e scopriamo le parole

Abbiamo iniziato ascoltando la canzone. Ho fornito ai bambini il testo in fotocopia, così che potessero seguire le parole durante l’ascolto e, successivamente, rileggerle con attenzione. Qui potete scaricare il testo della canzone.

Prima ancora di entrare nel significato più profondo del brano, ci siamo soffermati sulle parole. Alcuni termini non erano conosciuti da tutti: pachiderma, saliscendi, burrasche

È stata l’occasione per ripassare l’ordine alfabetico e per riprendere confidenza con il vocabolario.

Divisi in piccoli gruppi, i bambini hanno cercato il significato delle parole, confrontandosi e aiutandosi tra loro.

Leggere come scrittori: l’approccio WRW

Per questa attività ho utilizzato alcuni principi dell’approccio Writing and Reading Workshop (WRW), trasformando la lettura in un momento di modellamento e di scoperta.

Ho letto la prima strofa fermandomi per pormi delle domande ad alta voce. Ho cercato di mostrare ai bambini cosa significa leggere non soltanto per capire “che cosa succede”, ma anche per andare alla ricerca dei significati che si nascondono dietro le parole.

E così ci siamo accorti che Buon vento non parla semplicemente di mare, di viaggi e dei pericoli della navigazione.

Il mare diventa una metafora del viaggio della vita.

Le burrasche possono rappresentare le difficoltà che incontriamo, i momenti in cui sembra più complicato andare avanti, in cui tanti pensieri si affollano nella nostra testa. Il vento può diventare la forza che ci spinge, mentre la barca rappresenta il nostro percorso, con le sue salite, le sue discese e i suoi imprevisti.

Abbiamo parlato del coraggio necessario per attraversare i periodi difficili, ma anche della bellezza di un viaggio che non è sempre semplice, ma che, passo dopo passo, può portarci a raggiungere i nostri sogni.

Alla ricerca di rime, similitudini e metafore

La canzone è diventata anche un’occasione per riprendere alcuni elementi del linguaggio poetico.

Durante la lettura della prima strofa ho indicato ai bambini le rime, distinguendo quelle baciate da quelle alternate, e abbiamo osservato le similitudini, riconoscibili anche grazie all’uso del come.

Abbiamo poi cercato di riconoscere le metafore, provando a capire quale messaggio volessero comunicarci i due autori.

A questo punto è arrivato il momento di mettersi al lavoro in autonomia.

Divisi in piccoli gruppi, i bambini hanno letto la seconda strofa e hanno utilizzato colori differenti per evidenziare rime, similitudini e metafore.

Al termine ci siamo confrontati sulle nostre scoperte. Ogni gruppo ha condiviso ciò che aveva individuato e, insieme, abbiamo discusso le diverse interpretazioni.

Un colore diverso per il titolo

Una copertina per il nostro viaggio

La canzone è diventata anche l’occasione per realizzare la copertina del nostro quaderno di riflessione.

I bambini hanno realizzato uno sfondo con gli acquerelli, un mare al tramonto. Qui potete scaricare il titolo del quaderno e lo spazio per il nome.

Con alcuni ritagli di carta hanno realizzato poi una barca a vele spiegate, pronta a prendere il largo.

Pronti a partire!

Il titolo e il nome
COPERTINA QUADERNO

E dopo la lettura… la poesia

Non potevamo concludere il nostro lavoro senza provare a trasformare le emozioni e le immagini della canzone con parole nostre.

Prendendo ispirazione dal ritornello di Buon vento, abbiamo provato a scrivere una poesia di quattro versi.

La richiesta era quella di comporre quattro versi (o più), scegliendo se utilizzare una rima baciata (AABB) oppure una rima alternata (ABAB). Per aiutarci nella ricerca delle parole, abbiamo individuato alcuni termini da cui partire, cercando parole in rima con “vento” e con “partirà”.

Ognuno ha cercato di costruire versi capaci di raccontare qualcosa: un desiderio, un sogno, una speranza, una paura, un’amicizia…

I bambini hanno trascritto le loro poesie anche sulla copertina del quaderno, accanto alla barca a vela che veleggia verso l’orizzonte.

Alternativa: si può partire anche dalla poesia Mi piace, di Giusi Quarenghi, sfruttando l’anafora per costruire nuovi versi.

Prove di versi

Conclusione

Abbiamo iniziato così il nostro viaggio in classe quinta: con una canzone evocativa.

Mi piace pensare che l’accoglienza non sia soltanto un momento per ritrovarsi dopo la pausa estiva, ma un’occasione per guardarsi negli occhi, ascoltarsi e condividere esperienze e speranze.

E allora non ci resta che spiegare le vele, tenere lo sguardo verso l’orizzonte e partire.

Buon vento, classe quinta! 

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BUON VENTO

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TITOLO QUADERNO